ANORESSIA, BULIMIA, VOMITING

I disordini alimentari sono estremamente diffusi tra la popolazione italiana e rappresentano uno dei più grossi problemi sanitari, con ricadute a volte drammatiche per chi ne soffre.

I più gravi disordini alimentari quali l’Anoressia, la Bulimia ed il Vomiting, ognuno con differenti quadri patologici e diverse modalità disfunzionali di approccio al cibo, costringono spesso chi ne soffre a lunghe terapie farmacologiche o a lunghi periodi di ricoveri ospedalieri che, il più delle volte, non riescono a risolvere il problema ed, in alcuni casi, possono persino incrementarne la gravità.

Sempre più spesso, nel ricco occidente, data l’abbondanza delle risorse alimentari, si verificano disturbi dell’alimentazione quali l’obesità dei bambini sovralimentati e comportamenti bulimici che gli adulti adottano nel rapporto con il cibo. Un’altra terribile trappola è costituita dall’anoressia mentale di cui molte giovani donne e, recentemente, anche giovani uomini sono affetti e che sta producendo un vero e proprio allarme sociale. Sempre più l’immagine che ci proviene dal mondo della moda e dalle pagine patinate di molte riviste si ispira ad un modello del corpo femminile sempre più magro e sempre più irreale; l’anoressia mentale, nelle sue forme più gravi, può divenire una patologia che porta alla morte del soggetto per almeno il 10% dei casi.

Il vomiting si differenzia dall’ anoressia e dalla bulimia in quanto, per le caratteristiche psicopatologiche, si rappresenta non più come un disordine ma come una vera e propria perversione alimentare. Infatti la variante del procurarsi il vomito, che nel soggetto anoressico scongiura la minaccia di assumere peso e che nel soggetto bulimico permette di liberarsi degli effetti negativi dell’abbuffata, nel tempo, smettendo la propria funzione di strategia “utile”, diviene, sempre più, una qualità emergente trasformando il rituale del mangiare e vomitare in una perversione alimentare che, come tentata soluzione disfunzionale, alimenta il problema.

La Psicoterapia breve strategica, attraverso l’elaborazione di specifici protocolli di trattamento dei disordini alimentari, risulta attualmente la più efficace per la loro soluzione, avendo sperimentato negli ultimi 25 anni il successo del trattamento in termini di efficacia ed efficienza nettamente superiori ai risultati degli altri approcci psicoterapeutici.

Psicologo-psicoterapeuta, laureato a Padova nel 1983, iscritto all’Albo del diritto all’esercizio dell’attività psicoterapeutica e all’Albo degli Psicologi del Veneto con il n. 1191.

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